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domenica 10 maggio 2009

Settimana della sicurezza: letture per il corretto uso del cellulare

Vantaggi e rischi del telefonino
Il telefono cellulare è un’invenzione che ha cambiato il nostro modo di comunicare con gli altri; consente, infatti di parlare in ogni momento e da qualsiasi luogo con le persone a noi care, ci permette di inviare messaggi scritti, scattare fotografie, fare dei filmati. Con le ultime generazioni di telefoni cellulari è inoltre possibile scoprire dove si trova una persona anche se non sta telefonando, purchè abbia il cellulare acceso. Purtroppo, però, i telefonini emettono onde elettromagnetiche potenzialmente rischiose per la salute umana (specie dei bambini e dei ragazzi) poiché penetrano nel corpo, in particolare nella testa. Una parte della loro energia colpisce i tessuti del cervello e può modificare alcune cellule, provocando tumori. Le prove scientifiche in questo campo non sono ancora definitive, tuttavia l’Istituto dei Tumori presso l’Università di Pittsburgh ha pubblicato un decalogo da seguire per chi usa il telefono cellulare.

testo tratto dal libro "Vedere la Tecnologia", Milano, Paravia Bruo Mondadori, 2009

Il cellulare può creare dipendenza

Sono passati ormai quasi 40 anni da quando Martin Cooper effettuò da una strada affollata di New York la prima telefonata da un dispositivo cellulare che a quell' epoca pesava quasi un chilo, e non poteva di certo sapere che avrebbe dato vita ad una nuova era.
Sempre più piccolo e meno costoso, il telefonino del ventesimo secolo è diventato un monumento alla tecnologia, destinato a rimpiazzare, con il tempo, foto e videocamere, e incorpora tutti i dispositivi portatili di uso comune al giorno d’oggi, come i lettori mp3.
Top della comodità e della praticità, acquista con il passar del tempo delle funzioni sempre più innovative, facendo perdere di vista però quello che dovrebbe essere il fine ultimo della sua nascita, ossia facilitare le comunicazioni e non creare dipendenza.
Cresciuto a dismisura, il cosiddetto "popolo del telefonino" si dichiara quasi completamente dipendente dal cellulare e a farne le spese sono principalmente giovani ed adolescenti.
Dall'indagine pubblicata dal "Daily Express" emergono infatti una serie di elementi allarmanti: non solo l'età media in cui si inizia ad usare il telefonino risulterebbe sensibilmente diminuita passando da 11-12 anni a 6, ma ormai sei adolescenti su dieci si autodefiniscono dipendenti dal cellulare, il 54% di questi lo giudica uno strumento essenziale.
Che inizi per un obbligo dettato da genitori apprensivi o per una semplice questione di "moda", l'utilizzo del cellulare finisce per diventare, con il passar del tempo, una vera e propria droga per i giovani d'oggi che ci restano incollati dalle sei-otto ore al giorno tra chiamate, sms, giochi o ascolto di musica.
La metà degli intervistati inoltre dichiara di aver preso l'abitudine di dormire con il telefonino acceso vicino al letto o addirittura sotto il cuscino, ignorando i problemi che questo può causare alla salute.
Comportamento dannoso per il sonno risulta essere l'abitudine di inviare e ricevere sms durante la notte che comporterebbe un costante stato d'ansia a livello inconscio. L’ attenzione rivolta costantemente al telefonino, infatti, non permette di cadere nel sonno profondo, che è quello stato in cui il cervello riposa pienamente.
Decisamente più dannoso di pc, televisione e videogiochi che si limitano a sottrarre ore di sonno all’ adolescente, il cellulare provocherebbe uno stato di nervosismo e di stanchezza perenne, dovute appunto al non dormir bene.
Inoltre, stando a ciò che dice Epidemiology, rivista su cui sono state pubblicate le ricerche del Karolinska Institute di Stoccolma, il costante contatto con onde elettromagnetiche determinerebbe la possibilità di riscontrare un raro tipo di tumore, il neurinoma acustico.
Questo tumore benigno a crescita lenta avrebbe bisogno in genere di più di cinque anni per svilupparsi e di sei-sette anni per l’ apparizione del primo sintomo, e risulta essere più diffuso all’ orecchio destro che è quello utilizzato in genere per le conversazioni al cellulare, il 52% contro il 39% che lo tiene sulla sinistra.

testo di Erminia Daniela Bizzarro, tratto dal sito http://www.settimopotere.com/

Il decalogo del cellulare

1. Non consentite ai bambini di usare il cellulare, se non in caso di reale emergenza. Gli organi, che devono ancora svilupparsi in un feto o di un bambino sono quelli più facilmente vulnerabili alle onde elettromagnetiche;
2. Quando impiegate il cellulare, tenetelo lontano dalla testa il più possibile;
3. Ricorrete al vivavoce o a sistemi simili;
4. Evitate di adoperare il cellulare in luoghi come gli autobus, dove potete esporre altre persone alle radiazioni;
5. Non tenete il cellulare acceso a contatto del corpo: non tenetelo sotto il cuscino o vicino alla testiera del letto in cui dormite. Questo vale soprattutto per le donne incinte;
6. Se siete costretti a tenere il cellulare acceso indosso, assicuratevi che sia collocato con la parte posteriore verso l'esterno;
7. Usate il cellulare solo per comunicazioni brevi e cambiando orecchio ogni trenta-quaranta secondi. Per conversazioni lunghe, ricorrete ad un telefono fisso, non ad un cordless (telefono senza filo) che si basa su una tecnologia molto simile a quella della telefonia mobile;
8. Evitate di usare il telefono quando il segnale è debole o quando vi muovete ad alta velocità, ad esempio, in automobile o in treno, poiché in tali circostanze la potenza tocca picchi elevati, non appena il cellulare si collega ad un ripetitore di segnale;
9. Quando possibile, usate altri sistemi per comunicare;
10. Scegliete uno strumento con S.A.R. basso (S.A.R. è sigla che sta per Specific absorption rate, ossia livello specifico di assorbimento che è la misura dell'intensità del campo assorbito dall'organismo).

stilato dal dottor Hebermann

lunedì 16 marzo 2009

Energia Nucleare e Idroelettrica... per riflettere

Il mondo consuma… e anche troppo! Pensiamo che solo il 25% circa degli abitanti dell’occidente del mondo (paesi industrializzati), utilizza l’ 80% dell’energia prodotta, lasciando al restante 75% della popolazione solo il 20%. Non è giusto!… eppure da anni si vive così. Al giorno d’oggi l’uomo sta tentando di investire molto sulle energie rinnovabili in modo tale da incrementare l’energia già prodotta. Molte volte tutto ciò si rivela inutile, perché si scoprono energie molto costose per il tenore di vita del 2009 (caratterizzato da una crisi che non fa altro che peggiorare) e instabili (caratterizzate da momenti in cui si produce più energia e momenti in cui se ne produce meno).
E’ UN FATTO STRANO CHE NEL 2009 UNA CIVILTA’ EVOLUTA COME LA NOSTRA, STIA CADENDO IN UNA CRISI ECONOMICA INEVITABILE.
Da non molto tempo si discute molto in Italia per la costruzione di CENTRALI NUCLEARI... Non è servita a niente la storia?
Il 6-9 Agosto 1965 non ricorda niente? La bomba atomica ha raso al suolo Hiroshima… questo è ciò che fa l’uomo.
Nel 1959 è stato costruito il primo reattore nucleare in Italia e il 26 Aprile 1960 è entrata in funzione la prima centrale. E dopo il 1989 l’uomo italiano ha forse capito che era meglio non continuare, dato il disastro provocato dallo scoppio di un reattore nucleare, che ha portato il silenzio anche a CHERNOBYL (in foto). La nube radioattiva formata è ancora oggi in circolazione registrando un tasso di radioattività molto alto. Pensate... dopo 22 anni!!
Non penso che al governo italiano interessi, dato che il patto con la Francia è gia stato firmato (questo patto dispone della presenza del nucleare in italia).
Ora, dato che di accuse ne ho già fatte troppe, passiamo ad un’energia pulita e rinnovabile, l' ENERGIA IDROELETTRICA, che provoca in qualche modo inquinamento acustico oltre a trasformare il terrirorio. Ancora poco diffusa, necessita di costi molto elevati, proprio come ogni forma di energia rinnovabile. Purtoppo ricopre solo i 2-3% circa dell’energia totale prodotta. Oggi è penalizzata dalla degenerazione dei corsi d’acqua, che sono diminuiti sia di numero che di portata dell’8% circa in tuto il mondo.
Di errori ne sono stai fatti tanti… cerchiamo di imparare qualcosa, perchè i nostri occhi non continuino a vedere solo che CRISI… RIFLETTIAMO.

di Giorgia M.

martedì 3 marzo 2009

Grafici sull' Energia Elettrica



I diagrammi a torta tridimensionali sono stati realizzati in classe con il foglio elettronico Excel partendo dai dati relativi alla produzione di energia elettrica mondiale ed italiana nel 2005;
dai grafici è evidente che il sistema energetico si basa ancora sui combustibili fossili, mentre le fonti rinnovabili rappresentano solo una quota minima di risorse energetiche.

elaborati di Simone D. M.

martedì 24 febbraio 2009

Accordo Italia-Francia sul nucleare

Terminato il vertice Italia-Francia. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato un protocollo di accordo sulla cooperazione nel settore dell'energia nucleare.
Per il premier, ''il futuro dell'Europa è nelle energie rinnovabili e nel nucleare, dobbiamo adeguarci intanto entrando nel capitale francese e poi dovremo affrontare la realizzazione di centrali nucleari italiane". Al termine del vertice con Sarkozy, Berlusconi ha poi sottolineato come la Francia abbia "messo a disposizione il suo know how e questo ci consentirà di costruirle in tempo limitato".

L'incontro tra Italia e Francia, svolto a Villa Madama, ha gettato le basi per "una politica nucleare europea condivisa tra i due Paesi in una prospettiva paritetica e di lungo periodo, stabilisce una convergenza e un'armonizzazione per quanto riguarda la sicurezza degli impianti, la non proliferazione e la difesa dell'ambiente".

Nello specifico, nel quadro del protocollo di intesa italo-francese per la cooperazione energetica Fulvio Conti, a.d. e direttore generale di Enel, e Pierre Gadonneix, presidente e direttore generale di Edf, hanno firmato un primo Memorandum of Understanding (MoU) che pone le premesse per un programma di sviluppo congiunto dell'energia nucleare in Italia da parte delle due aziende. E' quanto si legge in una nota della compagnia elettrica.

Quando sara' completato l'iter legislativo e tecnico in corso per il ritorno del nucleare in Italia, Enel ed Edf si impegnano a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 unita' di generazione, avendo come riferimento la tecnologia EPR (European Pressurized water Reactor), il cui primo impianto e' in costruzione a Flamanville in Normandia e che vede la partecipazione di Enel con una quota del 12,5%. L'obiettivo e' di rendere la prima unita' italiana operativa sul piano commerciale non oltre il 2020.


lunedì 23 febbraio 2009

A scuola Internet non è una priorità

Sparisce la "I" di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla scuola cancellano uno dei pilastri della riforma Moratti: quella delle tre "I" (Inglese, Impresa, Internet o Informatica). Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli insegnanti della scuola elementare (ora primaria) e della media (secondaria di primo grado) dovranno fare i salti mortali per aprire il mondo delle conoscenze informatiche ai propri alunni. Il taglio delle cosiddette compresenze nella scuola primaria e la riduzione delle ore di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado renderà quasi impossibile l'insegnamento dei primi fondamenti di Informatica e Internet a bambini e ragazzini. La conferma arriva dallo stesso ministero dell'Istruzione, che in questi giorni ha aperto una finestra di dialogo sulla riforma con genitori e insegnanti.
Le Faq (frequently asked questions, le domande poste frequentemente) presenti nel sito del ministero mostrano che genitori e insegnanti sono piuttosto confusi. "Con il taglio delle compresenze, mio figlio potrà continuare a fare il laboratorio di Informatica?", si chiede un genitore. L'ingenua domanda posta ai tecnici ministeriali sollecita una risposta quanto meno inaspettata. "La riduzione delle ore di compresenza - si legge nella Faq numero 23 - comporterà qualche riassetto organizzativo (...) Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria, un insegnamento prioritario".
E tutto il bailamme sulla scuola delle tre "I"? Dal prossimo mese di settembre la scuola primaria passerà dall'organizzazione modulare, con tre insegnanti su due classi, al "maestro unico di riferimento". Il passaggio cancellerà le ore di compresenza e tutte le attività legate ad esse: corsi di recupero e di approfondimento, laboratori di Informatica, supplenze, ecc. Con i moduli, infatti, le 54 ore di lezione settimanali di due classi funzionanti a 27 ore vengono coperte da 3 insegnanti che assicurano 18 ore a testa di lezione. La restante parte dell'orario settimanale del docente (4 ore) vengono utilizzate per ampliare l'offerta formativa o tappare i buchi dei colleghi assenti. Ma fra qualche mese tutto questo verrà "tagliato".
Discorso analogo alla scuola media dove le prime conoscenze di Informatica vengono impartire ai ragazzini dal docente di Tecnologia perché, sempre da settembre, il monte ore della disciplina verrà decurtato del 33 per cento.
Eppure, l'Europa ci chiede di puntare sull'Informatica. Nel 2000 il Consiglio europeo di Lisbona fissò l'ambizioso obiettivo di trasformare quella del Vecchio continente "nell'economia più dinamica e competitiva del mondo". Tra le tante cose da fare per centrare l'obiettivo occorre che "ciascun cittadino sia in possesso delle competenze necessarie per vivere e lavorare nella nuova società dell'informazione" e che "tutti i docenti entro la fine del 2002 possiedano le competenze necessarie per l'utilizzo di internet e delle risorse multimediali" ("Una società dell'informazione per tutti", documento adottato dalla commissione Ue il 25 maggio 2000). Per la verità, l'Italia si è mossa per tempo. Per dotare infatti le scuole di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (le Tic) e per formare i docenti, tra il 1997 e il 2003, sono stati investiti 1.341 miliardi delle vecchie lire (pari a quasi 700 milioni di euro) che a questo punto rischiano di trasformarsi in una spesa inutile.

venerdì 6 febbraio 2009

Internet e mezzi di comunicazione

Ciao ragazzi, oggi vi propongo un tema svolto che ho trovato in rete e che ritengo interessante ed utile per voi e per tutti quelli che cominciano a scoprire il mondo di internet; è un tema che parla dei pro e dei contro di questo mezzo di comunicazione di massa che sempre di più sta sostituendo i vecchi sistemi di informazione e non solo. Buona lettura,

prof. MF

Nell’ultimo decennio del ventesimo secolo l’avvento del World Wide Web ha segnato l’inizio di un’era in cui ogni individuo ha la possibilità di esporre il suo pensiero con una scala paragonabile a quella dei mass media. Per la prima volta chiunque abbia un sito web può indirizzarsi verso un pubblico globale, con costi tutto sommato molto accessibili. Sebbene venga resa una gran quantità di informazioni, immagini e commenti, spesso è difficile determinare l’autenticità e l’affidabilità dell’informazione contenuta nelle pagine web, che spesso sono auto-pubblicate da persone con atteggiamenti chiaramente non neutrali ma di parte, o che comunque scrivono notizie non vere. Alcuni sostengono però che internet rispecchi la contraddittorietà del mondo reale e che l’apparente affidabilità dell’informazione televisiva e giornalistica sia dovuta al ristretto numero di canali informativi ed alla tendenza ad omologare le notizie su modelli comuni. Internet, la rete di collegamento tra computer creata inizialmente per scopi militari e poi dalle università e ricerche scientifiche per scambi d’informazioni, consente la diffusione di notizie in pochi minuti, sostituendo gradualmente i mezzi di comunicazione tradizionali, come la posta, il telefono, il fax. Internet, però, non viene utilizzata solo come fonte di notizia, vi è infatti la possibilità di diversi utilizzi, anche i più impensabili, che sono tra l’ascolto della radio in streaming, la visione di film, partecipare a dibattiti su forum, fare ricerche scolastiche, e addirittura fare nuove amicizie. Bisogna però guardare anche al rovescio della medaglia:sempre più spesso si scoprono casi di internet-dipendenza da parte dei giovani ma anche tra gli adulti. Questo avviene perché un soggetto che inizia a navigare sulla rete scopre man mano le sue infinite offerte e potenzialità, alcune delle quali diventano vere e proprie manie, come lo shopping, gioco d’azzardo, la visione di materiale pornografico, il controllo ossessivo della posta elettronica o dell’ultimo commento scritto su un forum;tutto ciò, accompagnato dalla consapevolezza di navigare in completo anonimato e quindi non esporsi al giudizio altrui, fa che si il soggetto preferisca in un certo modo la vita virtuale a quella reale, tanto da diventarne dipendente, allontanandosi dalla società esterna. Per questi motivi soprattutto gli adolescenti, la componente sociale più esposta a questi tipi di influenze, devono essere maggiormente seguiti dai genitori. Internet, se usato con responsabilità, può apportare anche grossi vantaggi, negli ultimi anni sono stati introdotti servizi molto utili, come il pagamento on-line delle bollette, tasse scolastiche, perfino telefonare con tariffe molto vantaggiose. Siamo entrati in una nuova era, in cui tutto gira intorno alla rete web e tutti si stanno adattando, soprattutto i mezzi di comunicazione che, con questo nuovo sistema veloce e immediato, non può che trarre benefici, anche i conservatori più scettici devono al fine di rimanere al passo coi tempi.
di Salvatore Vito

martedì 27 gennaio 2009

Tema: I bisogni e i diritti degli uomini

Oggi non possiamo dire che tutti gli uomini del mondo abbiano gli stessi diritti e che tutti soddisfino i propri bisogni perché non è così. Attualmente solo il Nord del mondo è industrializzato e quasi tutti vivono nel benessere, mentre il Sud continua ad essere arretrato e le condizioni di vita sia economiche che culturali dei vari popoli sono disastrose, infatti si vive di sussistenza e a causa delle precarie condizioni igienico-sanitarie c’è una forte mortalità infantile. Questo enorme divario tra Nord e Sud ha dato avvio nel corso della storia all’ affermazione di 2 nuovi concetti: sviluppo e sottosviluppo.
Con queste 2 parole si indica il livello economico di tutti i paesi del mondo; si definiscono sviluppati i paesi del Nord e sottosviluppati i paesi del Sud. Io non voglio che al mondo ci sia questo divario, perchè sostengo che tutti debbano avere gli stessi diritti ed opportunità.
Solo i paesi come l’Europa e gli USA hanno cercato di progredire e modernizzarsi, mentre nel meridione, sopratutto in Africa, ci sono stati tantissimi contrasti tra i vari popoli e questo nel corso della storia che ha portato ad un costante e sempre più grande impoverimento e sottosviluppo di tutto il continente, quindi, a mio parere è difficile sperare in un rialzo improvviso delle economie di questi paesi perché le persone ricche e potenti del settentrione pensano solo a fare i propri interessi e grazie al processo di globalizzazione, che si sta in questo periodo sempre più diffondendo, sfruttano a loro piacimento le persone più povere, costringendole a lavorare per 15-16 ore al giorno con salari bassissimi. Inoltre, visto che la povertà è diffusissima, i genitori mandano anche i propri figli a lavorare, in modo da guadagnare qualcosa, ma le multinazionali li sfruttano, costringendo quei poveri bambini a distruggersi di lavoro e per cosa..? Per quei tre soldini che permettono loro di sfamarsi, già, ma a quale prezzo..?
Questo sfruttamento io non lo condivido affatto, solo perché una persona è analfabeta e non conosce i propri diritti, non significa che possiamo fare di lei ciò che vogliamo. Io mi schiero dalla parte dei no global, ovvero tutte quelle associazioni che si battono contro le idee proposte dalla globalizzazione, però non sono del tutto contrario a ques'ultima, perché è anche vero che ha messo in comunicazione tutto il mondo e che le multinazionali hanno dato posti di lavoro a molte persone povere, ma questo non dà certo il diritto di sfruttarli e massacrarli per fare soldi. Questo è un comportamento avido e irrispettoso verso chi lavora solo per dare un tetto alla propria famiglia.
Insomma, io non so ancora cosa fare per migliorare il mondo che è fatto di odio ed egoismo che vuole solo arricchirsi; spero che cambi perché con un mondo più giusto tutti ne beneficerebbero, dal singolo contadino al grande imprenditore. Non voglio sconvolgerlo tutto in una volta, infatti io credo che per migliorarlo bisogna partire dalle piccole cose, magari facendo un pò più di beneficienza e istruendo questi popoli, perché forse un giorno potremo avere le capacità necessarie per aiutare quei paesi.
Non voglio stare qui a fare una ramanzina, perché così facendo mi rendo solo noioso, vorrei sperare che qualcuno, leggendo questo tema, possa capire cos’è in realtà il mondo e che cosa il mondo potrebbe diventare se solo mettessimo un pò di buona volontà per cambiarlo, dopo aver fatto un piccolo esame di coscienza.
di Nicola L. e Filippo M.

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